Sono oltre 11’000 in Svizzera e più di 1’700 in Ticino i dipendenti che perderebbero immediatamente il loro posto di lavoro qualora la disastrosa iniziativa “No Billag” dovesse venire approvata. Circa 13’000 persone, che da un giorno all’altro finirebbero al beneficio della cassa disoccupazione, con conseguenti costi a carico del cittadino, della società e dello Stato.

Ma il catastrofico effetto a valanga non si limiterebbe soltanto a questo, dal momento che trascinerebbe con sé anche tutte quelle piccole o medie imprese che orbitano attorno al mondo dei media: dai produttori esterni, ai fornitori di materiale tecnico e specifico per le radio TV, e molto altro ancora. Ditte che impiegano centinaia di persone e che contribuiscono a dare un’impronta seria, interessante e variegata all’informazione svizzera.

Se il mondo delle radioTV svizzere, pubbliche e private, venisse improvvisamente spazzato via da un’eventuale approvazione dell’iniziativa “No Billag”, le grosse emittenti straniere invaderebbero il nostro territorio, propinandoci le loro trasmissioni e accaparrandosi il mercato pubblicitario. Sarebbe un colpo durissimo, perché attualmente le pubblicità generano delle ricadute positive a livello nazionale, mentre se a gestire tale settore dovessero essere i grandi gruppi stranieri, gli introiti derivati dalla pubblicità finirebbero interamente all’estero.

Il mondo mediatico, inoltre, fornisce un grosso supporto ai festival del cinema, alle rassegne musicali di spessore e alle manifestazioni culturali che richiamano turismo da tutto il mondo, generando ricadute positive sul territorio. Alle emittenti straniere non interesserebbe né supportare i nostri grandi appuntamenti né riassumere quei 13’000 dipendenti sopraccitati.

Concludiamo specificando che, oggi, la Svizzera italiana finanzia circa il 5% dei proventi totali del canone radiotelevisivo, ma riceve il 20% del gettito della tassa grazie a una redistribuzione solidale. Detto molto semplicemente, per ogni franco pagato nella Svizzera italiana, ne rientrano 4. Si tratta di un investimento vincente per noi, che ci garantisce un afflusso di circa 200 milioni di franchi.

Economia e media formano un binomio inscindibile, sono interdipendenti, per cui difendiamo le nostre emittenti radioTV e la nostra economia votando NO all’iniziativa “No Billag”.