“Ebbene signore e signori, oggi è un momento cruciale per lo sport svizzero: se a Mosca la nazionale rossocrociata si sta giocando l’accesso alla semifinale dei Mondiali, qui a Basilea il nostro Roger nazionale si trova ad un passo dalla vittoria numero 1200! Ed ecco Federer che si appresta a battere il servizio decisivo! Dall’altra parte della rete lo attende un nervosissimo Nadal. La pallina si alza in volo, la battuta di Federer è una vera fucilata, e…” zac, fine delle trasmissioni. Spostiamoci in Russia, dove l’arbitro ha appena concesso un calcio di rigore alla nazionale svizzera: “siamo all’89°, e i rossocrociati hanno l’opportunità di sbloccare questo fastidioso 0 a 0. Ed ecco che parte la rincorsa di Behrami, parte anche il suo tiro, una vera fucilata, e…”, zac, fine delle trasmissioni.

Questo è lo scenario che ci attende qualora la disastrosa iniziativa “No Billag” venisse accolta: le nostre radioTV verrebbero spente dalla fucilata “No Billag”, che inferirebbe un KO tecnico anche allo sport elvetico, dato che non ci sarebbe più nessun commentatore nostrano a raccontarci con passione le imprese degli atleti di casa. Tale compito verrebbe assunto da una qualche emittente straniera, sicché per la visione in chiaro e non sintetizzata degli eventi sportivi a cui partecipano gli svizzeri sarebbe la fine, o quasi. Alcuni grandi eventi sportivi internazionali, come i mondiali di calcio, potranno essere seguiti stipulando un oneroso abbonamento PAY-TV, ad esempio con Sky o Mediaset Premium, mentre per tutti gli altri eventi di stampo nazionale o regionale le sorti saranno ben diverse: che visibilità daranno le emittenti straniere alla Super League di calcio o alla National League di hockey? E al Tour de Suisse o alle tappe svizzere della Coppa del mondo di sci alpino? Per non parlare di tutte quelle manifestazioni di carattere cantonale o regionale, che verrebbero spazzate via dal palinsesto.

Nel 2016 la SSR ha trasmesso in TV, radio e online oltre 12’000 ore dedicate allo sport, di cui circa 5’000 in diretta, denotando un incremento del 36% rispetto al 2011: in soli 5 anni le ore dedicate allo sport sono cresciute di 3’000 unità. Un aumento enorme, volto a dedicare maggior spazio allo sport nazionale. La Svizzera e il Ticino hanno inoltre ospitato grandi eventi sportivi, che hanno richiamato l’attenzione internazionale dei grandi sponsor. Pensiamo ad Euro 2008, i campionati mondiali di sci alpino in Engadina o ancora i campionati del mondo di ciclismo di Mendrisio nel 2009 e quelli di Lugano nel 1996. Se perdessimo le nostre radioTV, con la loro garanzia di qualità e la loro copertura mediatica capillare, la Svizzera perderebbe anche attrattività come Paese organizzatore, sarebbe meno visibile a livello internazionale (con ripercussioni negative sul turismo) e riceverebbe meno introiti pubblicitari dai grandi sponsor. Per evitare questo scenario inquietante, vota NO all’iniziativa “No Billag”.