Oggi sono circa 760’000 gli svizzeri residenti all’estero. Qualora la disastrosa iniziativa “No Billag” dovesse venire approvata, gli svizzeri all’estero si sentirebbero più lontani da casa, perché molti dei mezzi che oggi permettono di mantenere acceso il legame con la terra natìa sarebbero destinati a sparire: ci riferiamo ai programmi radioTV creati nella madrepatria, che dovranno essere sospesi per sempre, dal momento che l’iniziativa vieta alla Confederazione qualsiasi forma di finaziamento a radioTV pubbliche e private.

Per decenni le radioTV hanno rappresentato uno strumento imprescindibile per far sentire a casa gli svizzeri residenti all’estero. Un capitolo recente della storia dei media svizzeri, ad esempio, riguarda il Servizio svizzero a onde corte, che trasmise programmi via radio dal 1935 fino al 1990, quando gli succedette Radio Svizzera Internazionale (SRI). Si tratta di un capitolo pressoché ignoto ai giovani, ma fondamentale per le generazioni precedenti residenti all’estero. Nei primi anni di attività, il Servizio svizzero a onde corte trasmetteva tanta musica folk e usava dialetti svizzeri tedeschi. Più tardi, negli anni ’60, cambiò il proprio assetto, assumendo una forma più professionale e internazionale, simile a quella che aveva la BBC World Service. Indipendentemente dal periodo in questione, gli svizzeri all’estero erano degli ascoltatori molto assidui del servizio radiofonico internazionale, e si sintonizzavano sulle sue frequenze da ogni angolo del mondo.

Uno degli obiettivi primari del Servizio era quello di mantenere uniti gli svizzeri ovunque si trovassero. E la redazione riceveva moltissime lettere di ringraziamento, come quella scritta da un ascoltatore del New Jersey alla fine del 1930: “Quando sento i vecchi cantanti e gli jodler – raccontava – ho nostalgia di casa e mi vengono le lacrime agli occhi, anche se ho 67 anni e sono qui da 50 anni”. L’avvento della TV e di internet in seguito hanno poi rafforzato e fomentato il senso di appartenenza alla nostra nazione, permettendo agli svizzeri all’estero di continuare a vivere e tramandare quei valori esistenziali e quell’identità politica, culturale e geografica maturati nella madrepatria.

Manteniamo forte il legame con gli svizzeri all’estero votando NO all’iniziativa “No Billag”.