Domande

Quando si vota?

Il voto è previsto per domenica 4 marzo 2018.

Su cosa si vota?

Si vota sull’abolizione del canone radiotelevisivo, detta anche iniziativa “no Billag”. Il testo dell’iniziativa non chiede però solo l’abolizione della riscossione del canone radiotelevisivo (conosciuto come “Billag”), ma chiede il divieto totale di qualsiasi forma di finanziamento pubblico alle emittenti radioTV pubbliche o private in Svizzera.

Per mantenere le nostre radioTV svizzere e indipendenti bisogna votare NO all’abolizione del canone radiotelevisivo il prossimo 4 marzo.

Cosa succederà il 1° gennaio 2019 se l’iniziativa è accettata?

La RSI, con tutti i suoi canali radio e televisivi chiuderà. Lo stesso accadrà alle emittenti private come TeleTicino, Radio3i e Radio Fiume Ticino. Verranno persi immediatamente oltre 1’700 posti di lavoro diretti e indotti. La Svizzera non avrà più una televisione o una radio in lingua italiana. Le concessioni verranno messe all’asta e l’informazione svizzera, finora indipendente e al servizio delle nostre regioni, passerà in mano ai grandi gruppi mediatici stranieri.

Cosa ne pensa il Consiglio Federale?

Il Consiglio federale raccomanda di votare NO all’iniziativa. Il Consiglio degli Stati ha bocciato all’unanimità l’iniziativa e anche la grande maggioranza del Consiglio nazionale raccomanda di votare NO a questa disastrosa iniziativa.

Il canone diminuirà anche se voto NO?

Assolutamente sì, in virtù dell’applicazione della modifica della legge radioTV approvata dal popolo nel 2014, il Consiglio federale ha deciso di adeguare il canone da 451 a 365 franchi all’anno a partire dal 1° gennaio 2019. Se questa iniziativa disastrosa dovesse invece essere accettata, il canone sarà abolito e con esso spariranno tutte le nostre radioTV privandoci del nostro diritto di poter cambiare e migliorare il nostro servizio pubblico.

Chi beneficia del canone attualmente?
  • Programmi radio SSR: La Première, Espace 2, Couleur 3, Option Musique, SRF 1, SRF 2 Kultur, SRF 3, SRF 4 News, SRF Musikwelle, SRF Virus, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre
    RTR, Radio Swiss Pop, Radio Swiss Classic, Radio Swiss Jazz
  • Radio private: Radio 3i, Radio Fiume Ticino, Radio Beo, Canal 3, Radio Chablais, RJB, RTN, RFJ, Radio Freiburg, Radio Fribourg, Munot, Neo 1, Rhône FM, Rottu Oberwallis, Radio Südostschweiz, Radio 3fach, Radio Cité, Kanal K, LoRa, RaBe, RaSa, Stadtfilter, toxic.fm, Radio X
  • Programmi TV SSR: LA 1, LA 2, RTS Un, RTS Deux, SRF 1, SRF zwei, SRF info,Telesguards, Minisguards e Cuntrasts
  • TV private: TeleTicino, Canal 9 / Kanal 9, Canal Alpha, La Télé, Léman bleu, TV Südostschweiz, Tele 1, Tele M1, Tele Ostschweiz, Tele Top, TeleBärn, TeleBasel, TeleBielingue, 

In maniera indiretta beneficiano del finanziamento pubblico anche il cinema svizzero, la musica svizzera e migliaia di aziende private svizzere che collaborano con le emittenti radioTV.

Perché abbiamo un canone radiotelevisivo?

Il canone viene riscosso su mandato della Confederazione per finanziare le emittenti radioTV pubbliche e private. Il finanziamento pubblico permette al nostro paese di poter disporre di un servizio di informazione nelle 4 lingue nazionali (tedesco, francese, italiano e romancio). Questo servizio garantisce un’informazione indipendente che raggiunge tutta la popolazione e contribuisce sia alla diffusione dell’informazione, che a promuovere l’educazione, la libertà di espressione, lo sviluppo culturale, il mantenimento delle nostre tradizioni e l’intrattenimento in tutte le regioni svizzere. Il servizio pubblico è essenziale per la difesa dell’identità svizzera e il buon funzionamento della nostra democrazia diretta.

Potremo guardare canali italiani gratis?

NO, già ora la visione di canali televisivi italiani è a pagamento. Il servizio è offerto tramite un abbonamento mensile (Swisscom, UPC, …).

La SSR-RSI non è troppo grande?

La legge sulla radiotelevisione sarà rivista dal Parlamento nei prossimi anni. Poter cambiare e migliorare le attività svolte dal servizio pubblico è possibile solo se il servizio pubblico ancora esiste. L’iniziativa vuole invece abolire tutto, eliminando ogni possibilità di cambiamento o riforma e privando la nostra democrazia di un’informazione indipendente e svizzera.

Chi finanzia la campagna del NO?

La campagna del NO è promossa unicamente da finanziamenti privati e individuali.

Perché la coesione nazionale è a rischio?

Grazie al finanziamento pubblico, la Svizzera italiana dispone di un servizio di informazione in italiano che permette di sapere cosa accade nel resto della Svizzera e far sentire la nostra voce anche nelle altre regioni linguistiche. Se l’iniziativa dovesse essere accettata la Svizzera italiana rimarrebbe senza radiotelevisioni e non ci sarebbe più alcun servizio di informazione. La Svizzera italiana si ritroverebbe quindi isolata, nella comunicazione, dal resto del Paese.