La costituzione federale è modificata come segue

Art. 93

1 La legislazione sulla radiotelevisione nonché su altre forme di telediffusione pubblica di produzioni e informazioni compete alla Confederazione.

2 La radio e la televisione contribuiscono all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intrattenimento. Considerano le particolarità del Paese e i bisogni dei Cantoni. Presentano gli avvenimenti in modo corretto e riflettono adeguatamente la pluralità delle opinioni.

2 La Confederazione mette periodicamente all’asta concessioni per la radio e la televisione.

La disastrosa iniziativa “No Billag” vieta ogni forma di finanziamento pubblico a emittenti radioTV pubbliche e private. Questo comporterebbe la chiusura della RSI, della SSR, e di moltissime emittenti radio e tv private, incluse TeleTicino, Radio3i e Radio Fiume Ticino. Le concessioni per la radio e la TV in Svizzera saranno messe all’asta e finiranno prevalentemente in mano ai grandi gruppi mediatici stranieri.

3 L’indipendenza della radio e della televisione nonché l’autonomia nella concezione dei programmi sono garantite.

4 Devono essere considerati la situazione e i compiti di altri mezzi di comunicazione sociale, soprattutto della stampa.

4 La Confederazione non sovvenziona alcuna emittente radiofonica o televisiva.
Può remunerare la diffusione di comunicazioni ufficiali urgenti.

La Confederazione non potrà sovvenzionare nessun servizio pubblico radiotelevisivo come fa, invece, per il trasporto pubblico o l’istruzione universitaria. Né saranno possibili altri modi di finanziamento (tasse, concessioni, ecc.). Ciò comporterà l’inevitabile fallimento e la chiusura per la SSR e le sue società collegate, tra cui la nostra RSI. Anche le emittenti private che beneficiano di una concessione (Teleticino, Radio 3i, Radio Fiume Ticino), saranno costrette a chiudere immediatamente.

5 La Confederazione o terzi da essa incaricati non possono riscuotere canoni.

5 I ricorsi in materia di programmi possono essere deferiti a un’autorità indipendente di ricorso.

Senza il canone tutta la radiotelevisione pubblica e la maggioranza di quella privata chiuderà immediatamente.

6 In tempo di pace la Confederazione non gestisce emittenti radiofoniche e televisive proprie.

Niente canone e niente sovvenzioni, e nemmeno la possibilità sostegno diretto da parte del governo: la Confederazione non potrà correre in soccorso e gestire in proprio la radiotelevisione pubblica. Questo significa senza mezzi termini l’assoluta fine del servizio pubblico svizzero e la chiusura delle nostre radioTV, una situazione che inevitabilmente spalancherà le porte agli operatori mediatici stranieri.

Art. 197 n. 122

12.Disposizione transitoria dell’art. 93 cpv. 3–6

1 Se l’entrata in vigore delle disposizioni legali è successiva al 1° gennaio 2018,
entro tale data il Consiglio federale emana le necessarie disposizioni d’esecuzione.
2 Se l’articolo 93 capoversi 3–6 è accettato dopo il 1° gennaio 2018, le disposizioni d’esecuzione entrano in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo alla votazione.
3 Alla data d’entrata in vigore delle disposizioni legali le concessioni con partecipazione al canone sono revocate senza indennizzo. Sono fatte salve le pretese di indennizzo per i diritti acquisiti coperti dalla garanzia della proprietà.

L’iniziativa “No Billag” non lascia alcuno spazio di manovra al Consiglio federale, che non potrebbe fare altro che interrompere qualsiasi finanziamento e dichiarare immediatamente la fine del servizio pubblico di informazione in Svizzera.